“Il nostro vero obiettivo dev’essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente”. Umberto Veronesi
“Il nostro vero obiettivo dev’essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente”. Umberto Veronesi

Nutrigenomica: l’uomo e’ cio’ che mangia

Già nel 1862 un certo Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco con la frase “l’uomo è ciò che mangia”, aveva anticipato quanto attualmente viene dimostrato dalla nutrigenomica. Questa scienza studia come il cibo sia in grado di influenzare il nostro DNA e quindi l’espressione dei nostri geni.

Il nostro DNA è costituito da pezzetti di materiale informativo, chiamati geni. I geni vengono “tradotti” all’interno delle nostre cellule per permettere l’espressione del nostro fenotipo e cioè per permettere di manifestare le nostre caratteristiche in termini di aspetto, sviluppo e comportamento. Quindi ciò che siamo fisicamente, nelle funzioni e nel comportamento è scritto nel nostro programma genetico (DNA) ma può essere variato.

I fattori che sono in grado di cambiarlo si chiamano fattori epigenetici. Tra i cambiamenti epigenetici più comuni troviamo il metabolismo, gli ormoni, la temperatura, i farmaci, l’inquinamento e il cibo. Per comprendere meglio: noi nel nostro DNA potremmo avere il gene della predisposizione ad una determinata malattia. Questa è solo una predisposizione, non è detto che si manifesti, a meno che non vi si creino delle condizioni epigenetiche tali da permetterlo. La genetica è predisposizione a qualcosa, l’epigenetica è raggirare quella predisposizione.

È qui che entrano in gioco i smartfood o superalimenti. Alimenti presenti in natura che  si sono rivelati in grado di disattivare i nostri geni dell’invecchiamento, gerontogeni e attivare quelli della longevità.

I gerontogeni sono responsabili del controllo del metabolismo energetico. Eredità del nostro passato da predatori, si svegliano quando si mangia eccessivamente per cercare di estrarre al massimo l’energia dal nutrimento. Il risultato però è la formazione di radicali liberi, molecole capaci di legarsi alle nostre cellule e danneggiarle. Inoltre favoriscono, a scopo di riserva energetica, l’accumuolo di grasso.

I geni della longevità invece si attivano in situazioni di restrizione calorica o con il digiuno. Neutralizzano i radicali liberi e permettono di sfruttare le riserve energetiche già immagazzinate in precedenza. Per questo motivo i superalimenti sono anche chiamati cibi mima digiuno, proprio per la capacità di attivare i geni della longevità. Essi contengono le seguenti molecole capaci di comunicare positivamente con il nostro DNA:
Quercetina, reservatrolo, curcumina, antocianine, epigallocatechingallato, fisetina e caspacina.
Le trovate nei seguenti alimenti:

Arance
Asparagi
Cachi
Capperi
Cavoli rossi
Ciliegie
Cioccolato fondente min. 70%
Cipolle
Curcuma
Fragole
Frutti di Bosco
Lattuga
Melanzane
Mele
Peperoncino e paprika piccante
Patate viola
Prugne nere
Radicchio
Tè verde e Tè nero
Uva

…fatene buon uso!

 

Per saperne di più:
https://www.ieo.it/it/PREVENZIONE/In-primo-piano/Smarfood/

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