“Il nostro vero obiettivo dev’essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente”. Umberto Veronesi
“Il nostro vero obiettivo dev’essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente”. Umberto Veronesi

Piccola guida di nutrizione e farmacia nell’outdoor

Quando si pratica l’outdoor, a qualsiasi livello, non si dovrebbe sottovalutare l’importanza della nutrizione e dei farmaci da portare con se. A prescindere dal tipo di attivita’ che si vuole praticare la scelta dl cibo puo’ condizionare la nostra esperienza o prestazione. Avere con se un piccolo kit di pronto soccorso puo’ farci godere la giornata in totale serenita’.

Tra le varie attività sportive all’aria aperta che si possono praticare la più accessibile è sicuramente il trekking. Da quando mi sono trasferita in Trentino ho dovuto rivalutare questa attività non tanto perché dove vivessi prima non vi fosse possibilità di praticarlo, quanto per il fatto che da queste parti è un’attività molto in voga ed oltretutto la ritengo contagiosa. Inizi con piccole passeggiate e puoi ammirare paesaggi fantastici, aumenti di poco la prestazione e ti ritrovi difronte a paesaggi spettacolari. Cambiano le prospettive.  Ti poni al cospetto della natura, la contempli e fai il pieno delle sue energie. Pura meditazione. Così a portata di mano.  Attività outdoor più impegnative, quali l’alpinismo, l’arrampicata, il trailrunning o Skyrunning richiedono sicuramente allenamento, tecnica e tenacia differenti ma condividono lo stesso sentimento nei confronti della natura. Rainold Messner lo esprime al meglio in uno dei suoi libri con la seguente frase: “Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethowen che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte”. Io da “donna di mare” comprendo, condivido e amplio la descrizione ai paesaggi fantastici che ho potuto vivere attivamente nella mia adorata Sardegna. Mare e montagna, apparentemente diversi energeticamente vicini.

Questo sentimento, ammetto molto romantico, però non è l’unico comune denominatore delle discipline outdoor.  Esse sono accomunate anche da alcuni importanti accorgimenti tecnici. In particolare è bene ricordarsi che in escursione, se da una parte è vero che il fardello da portarsi dietro vada ottimizzato, dall’altra non bisogna scordarsi che qualche approvvigionamento extra può sempre fare comodo. Si dice infatti che è sempre meglio tornare con qualcosa in piu’ nello zaino che piangerne la sua mancanza nel momento del bisohno. Non dimentichiamo tra questi, i liquidi, il cibo e i farmaci.

Per quanto riguarda i liquidi sarebbe bene portare con sé una bevanda zuccherata, in modo da avere un continuo rifornimento di energia a rapido assorbimento che dovrebbe essere calda nei mesi più freddi e fresca se il clima fosse particolarmente caldo o se la disciplina comportasse un’eccessiva sudorazione. Nell’ultimo caso anche un’aggiunta di sali minerali sarebbe opportuna. Esistono in commercio diverse marche di integratori glucoidro-salini. Per districarsi nella scelta è opportuno fare riferimento all’etichetta e prediligere le bevande ipotoniche o isotoniche (cambia la concentrazione di nutrienti disciolti in acqua) a seconda che lo sforzo sia rispettivamente breve o protratto nel tempo.  Una preparazione casalinga di tali bevande prevede di sciogliere un pizzico di sale e 4-5 cucchiai di zucchero in 1lt di acqua che andrebbe aromatizzata per conferirle gradevolezza. A voi la scelta.

Per quanto riguarda il cibo non dobbiamo considerare solo quello che portiamo con noi ma soprattutto il pasto che precede l’escursione, solitamente la colazione. E’ fondamentale che sia ricca e che fornisca nutrienti a brevissimo, breve e lungo utilizzo. Parliamo quindi di zuccheri, carboidrati e grassi. Il classico pane burro marmellata per fare un esempio. In escursione invece ho potuto constatare che molto spesso si compie l’errore e io stessa ci sono cascata, di portarsi dietro il classico panino. Niente di più sbagliato perché ciò di cui abbiamo bisogno è ottenere dal cibo energia presto disponibile ed eventualmente a lungo termine senza rimanerne appesantiti. Spazio quindi a frutta secca, frutta candita e/o barrette. Sarebbe indicato consumarle in piccole quantità ma con maggiore frequenza.

Per quanto riguarda farmaci e dispositivi medici ritengo opportuno comperarsi o assemblare un piccolo kit di primo soccorso che contenga per lo più cerotti e garzette disinfettanti. Ricordate che i cerotti sono comunque una gran salvezza anche solo in caso di vesciche ai piedi. Puo’ sembrare un po eccessivo ma la copertina termica pesa pochissimi grammi e in caso di malore, quando la temperatura corporea si abbassa puo’ tornare molto utile. Sarebbe bene portare con sé un antidolorifico. L’aspirina oltre ad alleviare il dolore puo’ essere utile per le sue proprietà antiaggreganti, ha cioe’ la capacità di rendere più fluido il sangue. Questo puo’ essere un fattore interessante se l’escursione si verifica ad alta quota cioe’ sopra i 2500mt in quanto a tali altitudini il sangue diviene più denso (concedetemi la semplificazione del fenomeno fisiologico) e l’aspirina permette per tanto di fluidificarlo per migliorarne la distribuzione nel corpo. In alternativa qualsiasi altro FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) a base di ibuprofene, naprossene o paracetamolo svolge dignitosamente l’azione antidolorifica. Da non sottovalutare anche la possibilità di portare con sé un antistaminico per contrastare eventuali reazioni allergiche dovute a punture di insetto o allergeni presenti nell’aria. Nel caso di escursioni in alta quota, solitamente sopra i 2500mt, potrebbero manifestarsi delle nausee passeggere o meno. Nel secondo caso sarebbe di grande aiuto un antiemetico tipo Plasil per il quale però è richiesta ricetta medica. Parlatene con il vostro dottore. In alternativa l’aspirina pare avere benefici anche nei confronti dei sintomi più lievi del mal di montagna.

Prima di mettersi in cammino, non e’ neccessario portarlo con se, sarebbe opportuno ai primi caldi cospargersi di una lozione antizecche. I piu’ efficaci risultano essere quelli a base di Dietiltoluamide, (DEET).

Un altro argomento che mi sento di trattare in questa sede è quello riguardante il siero antivipera. Onestamente non mi sono mai posta il problema in escursione, lo ritengo un incidente improbabile. Però ho potuto osservare lavorando in farmacia che tante persone chiedono informazioni a riguardo. In realtà il siero antivipera non si reperisce in farmacia bensì presso i centri antiveleni e la somministrazione è riservata all’ambiente intraospedaliero a causa della delicatezza e pericolosità del suo utilizzo nel caso in cui il morso non appartenga realmente ad una vipera ma ad un altro rettile. Pertanto secondo il protocollo dell’agenzia del farmaco risulta opportuno immobilizzare l’arto per limitarne i movimenti e trasportare il paziente nella struttura ospedaliera più vicina evitando le manovre tradizionali quali laccio, taglio e suzione che non risultano efficaci.

E’ stato più piacevole fantasticare sul romanticismo dell’outdoor, lo so, ma ritengo la conoscenza di questi dettagli tecnici preziosa. Godere a pieno dei benefici delle attività all’aria aperta è alla portata di tutti. Ma per poter ottimizzare la nostra attività è bene fare propri dei piccoli accorgimenti.
Ricapitolando:
L’idratazione è fondamentale ed è un ottimo veicolo per l’integrazione.
L’alimentazione dev’essere digeribile ma energetica e parte dalla colazione.
Pochi farmaci ma selezionati possono aiutarci a superare dei comuni malesseri che potrebbero compromettere la nostra escursione.

 

 

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