“Il nostro vero obiettivo dev’essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente”. Umberto Veronesi
“Il nostro vero obiettivo dev’essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente”. Umberto Veronesi

Diaframma e malattia, come liberare il respiro

 

Il diaframma è un muscolo poco conosciuto e sottovalutato. E’ di vitale importanza in quanto motore del nostro respiro e fortemente collegato alle emozioni. Reazione comune allo stress o alla tensione è proprio quella di trattenere il respiro.

Come possibile osservare dalle immagini la forma del diaframma assomiglia a quella di una cupola ed è posto tra la cavità toracica e la cavità addominale. Il suo compito è di separare ma anche di mettere in relazione la cavità addominale e quella toracica. Nella fase di inspirazione il diaframma si abbassa per diminuire il volume della cavità addominale e aumentare quello della cavità toracica. Si crea cosi una variazione di pressione a livello toracico che permette ai polmoni di espandersi per fare il pieno di aria ricca di ossigeno. Nella fase di espirazione il diaframma sale verso l’alto, aumenta il volume della cavita addominale e diminuisce quella toracica consentendo ai polmoni di eliminare l’aria povera di ossigeno.

Capire come questo muscolo sia collocato e collegato al nostro scheletro e come funzioni rende semplice comprendere la relazione tra il suo “cattivo” utilizzo e svariate patologie.
Partiamo dalle sue inserzioni sull’apparato scheletrico. Esso si collega anteriormente con lo sterno, lateralmente alle ultime costole della gabbia toracica (7-12) e posteriormente alle vertebre lombari (L1-L4). La sua scarsa mobilità pertanto eserciterà una forte trazione sulla colonna vertebrale, causando sofferenze quali lombalgie e cervicalgie.
E’ interessante sottolineare inoltre che il diaframma è attraversato dall’esofago in prossimità della bocca dello stomaco. Ecco spiegata la relazione tra stress e reflusso gastro-esofageo.
Altra interessante osservazione riguarda i muscoli accessori e cioè quei muscoli che vengono in aiuto al diaframma nel muovere la gabbia toracica. Essi sono i muscoli addominali, gli intercostali interni, gli intercostali esterni, gli scaleni e lo sternocleidomastoideo (muscoli del collo per intenderci). Nuovamente, un diaframma bloccato costringerà  i muscoli accessori a caricarsi del lavoro con comuni ripercussioni ripercussioni a livello della cervicale e delle spalle.

Fortunatamente pero il diaframma è un muscolo controllato non solo dal sistema nervoso involontario che tende spesso durante la giornata a metterlo in modalità “in guardia” ma anche dal sistema nervoso volontario. Ciò significa che basterà controllare consapevolmente il movimento del diaframma e dei muscoli accessori per evitare che il nostro respiro diventi cronicamente un respiro dettato da uno stato di allerta o tensione.

Come possiamo sbloccarlo?
Esistono alcuni semplici esercizi che permettono di riprendere consapevolezza del nostro respiro e riattivare il diaframma.
Il più semplice e a portata di mano consiste nel porsi in posizione supina o seduti con la schiena ben dritta. Con gli occhi chiusi si inizia a portare l’attenzione sul respiro senza modificarlo. Ci si concentra sul suo ingresso dal naso e sul suo passaggio attraverso la gola, il torace fino a sentirlo arrivare nella pancia. A questo punto si nota come sia proprio la pancia il punto di nascita del respiro. Inspirando la pancia si gonfia, il diaframma si abbassa, l’aria entra ed espirando la pancia si ritrae per far salire il diaframma e lasciare uscire l’aria. L’esercizio consiste nel lasciar scorrere questo flusso con consapevolezza e osservare eventuali differenze nella durata dell’inspirazione e dell’espirazione. Se ve ne fossero uniformarle alla stessa durata e solo dopo una pratica sufficente provare ad aumentarne la durata.

Fare propria la respirazione diaframmatica è molto importante nello sport come nella vita quotidiana perché aumenta la capacita polmonare e l’ossigenazione del sangue e dei tessuti e per il benessere fisico. Senza dimenticare inoltre che nella misura in cui gli stati emozionali influenzano il nostro corpo, il nostro corpo è capace di modulare il nostro stato emozionale.

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